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La Corte Europea per i Diritti Umani ha emesso una sentenza resa nota il 21 Luglio 2015 che ha accolto il ricorso di tre coppie omosessuali italiane presentato dopo che si sono viste rifiutare dai propri comuni la richiesta delle pubblicazioni per potersi unire in matrimonio. Con la sentenza la corte condanna l’ Italia in particolare per la violazione dell’ articolo 8 della convenzione CEDU sul “diritto al rispetto della propria vita privata e familiare”.

Il vuoto normativo quindi, secondo l’ organo europeo, non è più accettabile. In Italia si discute da almeno trent’ anni di una legge che preveda una forma di riconoscimento per le unioni omosessuali, finora senza successo. Questo soprattutto a causa dell’ ostruzionismo dei partiti di estrazione “cristiana”, causato da esigenze prettamente derivanti da opportunismo politico da un lato e, meno, da convinzioni ideologiche. Sicuramente una mano non la dà la posizione ufficiale della chiesa su questo tema.

Facciamo un passo indietro. Era il 2013 quando Jorge Mario Bergoglio (il pontefice) pronunciava la famosa frase/domanda, per cui è stato incensato e che sembrava portare un vento progressista e riformista nel suo pontificato: “Chi sono io per giudicare i gay?”.

Ma analizziamo la cosa con più attenzione!

Ad una domanda sulla presunta lobby gay presente in vaticano, Bergoglio risponde: “Si scrive tanto della lobby gay. Io ancora non ho trovato nessuno che mi dia la carta d’ identità in vaticano. Dicono che ce ne siano. Ma si deve distinguere il fatto che una persona è gay dal fatto di fare una lobby. Se è lobby, tutte non sono buone. Se una persona è gay e cerca il signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla? Il catechismo della chiesa cattolica dice che queste persone non devono essere discriminate ma accolte”.

Quindi fa esplicitamente riferimento al catechismo della chiesa cattolica. Vediamo cosa dice questo a proposito di questo argomento:

2357 – L’ omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un’ attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla sacra scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la tradizione ha sempre dichiarato che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati”. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’ atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarietà affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.

2358 – Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di dio nella loro vita e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

Quindi l’ omosessualità, e di riflesso il riconoscimento dei diritti degli omosessuali, “in nessun caso possono essere approvati”.

Interessante è il passo: “Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione”.

Sorvolando sull’ “oggettivamente disordinata”…”si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione”.

Qualcosa non quadra!

Non è stata causata forse da “ingiusta discriminazione” anche la situazione creatasi all’ inizio di quest’ anno, quando il vaticano ha rifiutato il gradimento all’ ambasciatore francese nella santa sede perché gay?

Non ci sarà qualcosa da cambiare in questo atteggiamento anacronistico che condiziona la vita di migliaia di persone?

Un paio di altre cose…

Torniamo alla famosa intervista del 2013 del pontefice. Alla domanda sul ruolo della donna nella chiesa lui risponde: “Una chiesa senza le donne è come il collegio apostolico senza la madonna. E la madonna è più importante degli apostoli. La chiesa è femminile perché è sposa e madre. Si deve andare più avanti, non si può capire una chiesa senza le donne attive in essa. Nella chiesa si deve pensare alla donna in questa prospettiva. Non abbiamo ancora fatto una teologia della donna. Bisogna farlo. Per quanto riguarda l’ ordinazione delle donne, la chiesa ha parlato e ha detto no. Giovanni Paolo II si è pronunciato con una formulazione definitiva, quella porta è chiusa. Ma ricordiamo che Maria è più importane degli apostoli vescovi, e così la donna nella chiesa è più importante dei vescovi e dei preti”.

Quindi la donna nella chiesa è importante, ma non abbastanza importante per poter essere ordinata sacerdote…”quella porta è chiusa”!

Per finire, ricordiamo a Bergoglio la definizione di lobby come da vocabolario (Treccani):

“Termine inglese comunemente usato per definire quei gruppi di persone che, senza appartenere a un corpo legislativo e senza incarichi di governo, si propongono di esercitare la loro influenza su chi ha facoltà di decisioni politiche, per ottenere l’ emanazione di provvedimenti normativi, in proprio favore o dei loro clienti, riguardo a determinati problemi o interessi”.

Il vuoto normativo ha una causa…e anche un colpevole!!

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