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Nove persone sono rimaste uccise e 500 sono disperse a causa del crollo di due dighe, Fundao e Santarem, che il 5 Novembre ha causato il disastro ambientale di portata mostruosa che ha colpito lo stato di “Minas Gerais” in Brasile, riversando più di 60 milioni di metri cubi di fanghi tossici provenienti da una miniera di ferro nel fiume “Rio Doce” e provocando danni incalcolabili per l’ecosistema e per qualsiasi forma di vita in questa zona del sud-est del Brasile. 250 mila persone sono rimaste senza acqua potabile.
La flora e la fauna del “Rio Doce” probabilmente scompariranno e la contaminazione avrà effetti terribili per decenni sulla popolazione di più di tre milioni di persone che vivono lungo il suo corso.
La marea nera sta giungendo sulla costa riversando il mix di metalli pesanti nell’ oceano avvelenando le acque per oltre 200 chilometri.
L’ agenzia brasiliana per l’ acqua (ANA) ha dichiarato che la quantità di arsenico, zinco, piombo, rame e mercurio presente ora nel “Rio Doce” rende l’ acqua inutilizzabile per il consumo e per l’ utilizzo da parte dell’ uomo. Inoltre la mancanza di ossigeno e l’ incremento delle temperature causate dagli agenti inquinanti, hanno ucciso la maggior parte delle forme di vita per 500 chilometri del corso del fiume.
La ditta che gestisce la diga è la società mineraria Samarco Mineração Sa, ed è controllata dalla anglo-australiana Bhp Billiton e dalla brasiliana Vale.
Non hanno mai avuto piani di evacuazione e non hanno nemmeno dei protocolli su come gestire questo tipo di situazione. Anzi, non hanno neanche il più rudimentale dei sistemi di allerta: le sirene di allarme. Anche le autorità non sono meno colpevoli, visto che una delle dighe crollate era noto da tempo che fosse a rischio di destabilizzazione ma le operazioni continuavano. L’ultimo rapporto che denunciava i rischi delle dighe-rifiuti era del 2013.
A tutt’ oggi la Samarco ripete che i loro materiali non sono tossici e comunque la società provvederà a risarcire chi di dovere per l’ accaduto.
Marilene Ramos, presidente di IBAMA, l’ agenzia federale per l’ ambiente ha dichiarato: “Si è causata la distruzione di migliaia di ettari di territorio protetto e la completa estinzione di tutta la biodiversità presente lungo il corso del “Rio Doce”.
Questo non potrà mai essere risarcito e nessuna quantità di denaro potrà rimediare ai disastri ambientali che la stupidità dell’ uomo continua a causare.
E’ incredibile come l’ uomo, a differenza degli altri animali, che hanno come scopo primario, non cosciente, la conservazione della propria specie, mira, consapevolmente e con ottimi risultati, all’ autodistruzione di se stesso e dell’ ambiente che lo circonda. E ne è ben lungi dal cercare di evitarla. Che sia selezione naturale?
E se, ipotizzando come obbiettivo finale la sopravvivenza dell’ intero sistema universale, questa fosse l’ unica soluzione che ci dovremmo augurare?

Kurtis Blythe

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