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Arrivo dalla costa, da Torremolinos. Dopo poco più di 100 chilometri verso Nord, nell’ entroterra andaluso, eccomi a Marinaleda, paese famoso per la particolare organizzazione politica che il suo sindaco, Juan Manuel Sánchez Gordillo, rivoluzionario e politico del CUT (Colectivo de Unidad de los Trabajadores) in carica dal 1979, le ha dato.

Entrando in paese resto impressionato dal numero e dai colori dei tanti murales che qui, a quanto pare nessuno cancella. Certo! Qui non esiste polizia locale e chi dipinge sui muri, probabilmente i lavori di pubblica utilità già li fa in maniera volontaria e non coatta.
Mi fermo in quello che sembra un negozio per domandare dove si trovi “l’ Ayuntamiento”, il Municipio.
Il signore a cui chiedo non parla italiano, io non parlo lo spagnolo, però le due lingue sono simili e ci capiamo. La sua gentilezza e la sua mancanza di diffidenza mi impressionano. Sempre sorridente mi accompagna fuori e mi indica la via, congedandomi con una pacca sulla spalla.
Arrivo al Municipio e chiedo di Juana Sánchez Aires, terza carica dell’amministrazione comunale.
Ho avuto il suo numero per mezzo di due persone a cui voglio molto bene: Gustavo, convinto anarchista argentino, e Juanita, la moglie cilena, presso i quali ero stato ospite la sera prima.
Entro e saluto due signore che non sembrano curarsi troppo di me. Quando chiedo di Juana in inglese, forse a ragione, sembrano stizzite, e mi indirizzano alla porta dell’ufficio di Gonzalo, che scopro capirmi perfettamente e che, sempre sorridente chiama Juana al telefono. Mi dice che da lì a poco arriverà.
Saluto e ringrazio Gonzalo che mi ripete più volte: “De nada, no hay problema”.
Juana non tarda.
Mi colpisce e mi mette di buon umore il fatto che, ancora prima che io le tenda la mano per presentarmi, mi si avvicina e mi bacia le guance.
Mi fa accomodare in quello che presumo essere l’ ufficio di Gordillo. Sulle pareti fanno bella mostra di se una grossa foto del “Che”, e delle gigantografie del paese visto dall’ alto. Sulla scrivania la copertina di un libro incorniciata: “Las carceles y otros problemas”, autore Juan Manuel Sánchez Gordillo.
Iniziamo la nostra chiacchierata.
Anche Juana non parla italiano e neppure inglese, io continuo a non parlare spagnolo. In qualche modo comunicheremo.
Le chiedo se posso registrare, lei dà il suo assenso.
Ci sediamo. Metto subito in chiaro che non sono un giornalista ma sono lì perché sono interessato a come le cose funzionano a Marinaleda e per far sì che la gente possa conoscere questa realtà.

-“Possiamo dire che tutto, per quanto riguarda l’ organizzazione politica di Marinaleda, sia iniziato nel 1991 quando “El Humoso” è stato espropriato e questa terra è diventata di proprietà del Comune?”

-“Ti spiego: questa era una zona in cui la disoccupazione era a livelli altissimi. Per noi era un controsenso che la terra del “El Humoso”, questo è il nome del luogo dove sorge la cooperativa che si trova sulla strada per Écija, fosse lasciata improduttiva, e non desse lavoro a chi ne aveva bisogno. Era di proprietà di un duca, il “Duque del Infantado”, imparentato col padre dell’ attuale Re di Spagna.
Decidemmo quindi, a partire dall’ anno 1977, di occupare quella terra, in maniera sempre pacifica, perché noi non abbiamo mai usato la violenza contro nessuno, così come non fece mai la ”Guardia Civil” nei nostri confronti. Andavamo tutti i giorni da qui al “El Humoso”, che sta ad 8 chilometri, e lo occupavamo; tutti i giorni occupavamo la sua terra.

Con questo ottenemmo dal governo dalla giunta di Andalusia ed dal PSOE (Partido Socialista Obrero Español) che governava in Andalusia, l’espropriazione della terra al Duca del Infantado e la consegna di questa a noi, agli abitanti di Marinaleda. La nostra intenzione era quella di sfruttarla e di creare finalmente posti di lavoro.
La terra quindi è del popolo di Marinaleda dall’ anno 1991. Creammo quindi una cooperativa, chiamata Humar, che sorge appunto a “El Humoso”, che da lavoro alla gente di Marinaleda e dintorni.
Le cose hanno funzionato con la cooperativa. Certo, anche noi abbiamo dovuto affrontare la crisi di questi ultimi anni. Nonostante questo abbiamo avuto periodi in cui a Marinaleda si è raggiunto il pieno impiego, nessuno in questa zona era disoccupato”.

-“E adesso com’ è la situazione? Tutti hanno un lavoro?”

-“Ecco, il lavoro viene distribuito in Assemblea, perché l’ organo principale con cui le decisioni sono prese è la nostra assemblea. Tu sei disoccupato? Vai davanti all’ assemblea e dici “vorrei lavorare”, ed in base alle esigenze del momento, ti viene data una mansione; inizi a lavorare.
Al “El Humoso” abbiamo ulivi, da cui otteniamo poi il nostro olio; coltiviamo inoltre peperoni, carciofi e anche legumi.
Tutte queste coltivazioni hanno campagne di lavoro diverse, in modo che durante tutto l’ anno possiamo sfruttare la terra e quindi avere occupazione in tutte le stagioni.
Il minimo delle persone impiegate è di 40 cooperativisti. Quindi sono minimo 40 famiglie che tutto l’ anno vivono del lavoro nella cooperativa, e quando siamo nel pieno delle campagne di produzione dei peperoni e così via, i posti di lavoro disponibili aumentano, quindi altre persone possono lavorare, però sempre passando per la nostra assemblea.
Vedi, una volta qui in Andalusia quello che accadeva era che i grandi proprietari terrieri, i latifondisti, sfruttavano le persone. A questo è stata data una fine. Il Municipio di Marinaleda ha una lunga tradizione di lotta dei “Jornaleros” (lavoratori giornalieri). Tutti devono lavorare.
Nella nostra cooperativa tutti lavorano 35 ore e per 6 giorni la settimana ed hanno lo stesso stipendio, che si aggira intorno ai 1200 € a prescindere dal tipo di mansione o di responsabilità che hanno.

Marinaleda è una realtà molto piccola, siamo circa 2700 abitanti. Qui si vive “del campo”, del lavoro del campo e la terra deve essere di chi la lavora.
Noi apparteniamo ad un sindacato che è il “Sindicato Andaluz de Trabajadores” (SAT) che prima si chiamava “Sindicato Obreros del Campo” (SOC) che chiaramente ritiene fondamentale che ognuno possa essere messo in grado di mantenere se stesso e la propria famiglia.

Quello della terra è solo uno dei nostri progetti.

Una volta affrontato il problema lavoro, la priorità era assicurare a chi lavorava un tetto sotto il
quale vivere.

Da qui la nascita della cooperativa di autocostruttori che ha lo scopo di dare una casa a tutti.
Funziona in questo modo: tu ad esempio non hai una casa, ti iscrivi qui, al Municipio. Noi ci preoccupiamo che la giunta di Andalusia aiuti economicamente gli autocostruttori con fondi e finanziamenti, e così facendo siamo in grado di dare una casa a chi vuole costruirsela.
Il Comune fornisce la terra, il progetto, ed alcuni operai gratuitamente. In cambio chi si propone come autocostruttore deve partecipare alla costruzione della casa per tutta la durata del processo. Ed alla fine la casa è tua. Fino ad ora abbiamo costruito 350 abitazioni.
Quando l’ autocostruttore ha terminato la casa, l’ assemblea decide l’ importo della mensilità che deve essere versata a copertura del costo del materiale che il Comune ha avuto dalla Giunta di Andalusia. E’ come un prestito che la Giunta di Andalusia fa a noi, importo che poi va restituito.
Nell’ ultima assemblea è stato deciso che la mensilità da pagare è di 15 €. 15 € al mese e una famiglia può avere la propria casa.
Così assicuriamo a tutti una casa a basso costo e questa poi diventa a tutti gli effetti di loro proprietà”.

-“Tutti gli abitanti di Marinaleda sono autocostruttori?”

-“Non tutti! Se qualcuno vuole costruirsela da solo è libero di farlo, senza l’ aiuto del Municipio chiaramente. Una parte della popolazione vive in maniera per così dire “convenzionale”, quindi sono indipendenti rispetto alla cooperativa di lavoro e di autocostruzione.

Nel nostro comune ci sono 11 consiglieri, 9 sono del CUD (Colectivo de Unidad de los Trabajadores – Bloque Andaluz de Izquierdas), quindi della parte politica che sostiene Gordillo, mentre 2 consiglieri sono del PSOE. Questi due consiglieri del PSOE rappresentano una percentuale della popolazione che non partecipa al nostro progetto.
C’ è chi viene a lavorare con noi al “El Humoso” e chi partecipa alla cooperativa di autocostruttori, che sia più o meno critico con noi, poi c’ è chi gestisce bar o piccole attività commerciali che rispetta e appoggia il nostro progetto anche se non partecipa, e poi c’ è chi proprio è contrario al nostro progetto”.

-“La domanda che mi viene è: perché qualcuno dovrebbe essere contrario?”

-“Beh, perché…..?! Perché tutto il mondo pensa differente!
Noi abbiamo detto da sempre che siamo contro la proprietà privata, è chiaro che chi ha delle proprietà si sente un po’ minacciato, le banche si sentono minacciate da questa nostra posizione rispetto alla proprietà privata, è nella loro natura, il loro sistema si basa sulla proprietà.
Quindi c’ è chi rispetta il nostro progetto, alcuni partecipano, altri partecipano meno, e c’ è chi ci è contro. E questi sono sempre pronti a parlare male di noi.
C’ è chi dice che Juan Manuel è un dittatore, e che fa i suoi interessi.
Noi siamo in carica dal 1979, Gordillo è in carica dal 1979. E sempre lo elegge l’ assemblea. Non si elegge da solo, è sempre l’ assemblea che decide chi deve amministrare il paese”.

-“Quindi ci sono sul vostro territorio delle banche!”

-“Si, due”.

-“Quello che mi interessa capire è anche come i giovani si pongono rispetto a questo sistema. Quello che può essere il problema a volte di un tipo di organizzazione come questo è che porti ad una specie di apatia o rifiuto di partecipazione. I giovani sono inseriti in questo progetto ed in che modo?”.

-“Nella gioventù più o meno succede quello che capita con le classi di età più mature. Parecchi giovani partecipano.
Ad esempio, in estate, nel mese di Luglio, abbiamo la nostra festa, la festa di Marinaleda.
E quello che facciamo è lavorare, in cucina o come camerieri, perché il resto della popolazione si diverta e si goda la festa.
Sono 4 giorni di festa, 2 giorni alcuni lavorano mentre gli altri si divertono, e negli altri ci si inverte. Per cui chi nei primi due giorni si è messo a disposizione degli altri in cucina o come cameriere nei successivi due festeggia, e viceversa. Ad esempio in questa occasione molti giovani partecipano.
Inoltre abbiamo la “Settimana Culturale” che si tiene durante la settimana santa. Noi non osserviamo la settimana santa e non partecipiamo alla processione e alle celebrazioni, e quindi facciamo una settimana culturale alternativa.
E anche in questa occasione la gente giovane partecipa molto perché la manifestazione è pensata proprio per loro, per i ragazzi. Ci sono attività culturali, concerti e anche qui i giovani lavorano per gli altri e si impegnano.
Altri partecipano a quest’ altro appuntamento che noi chiamiamo “Le Domeniche Rosse”, giornate di lavoro volontario.
Certo, non tutta la gioventù partecipa alle nostre iniziative.
Però, i numeri lo dimostrano, nel momento in cui devono votare, si schierano dalla nostra parte.
Gli autocostruttori sono quasi tutti giovani. Io ad esempio ho un figlio di 26 anni ed è autocostruttore e partecipa alle iniziative. Altri non lo fanno”.

-“La vostra posizione rispetto alla religione penso di immaginarla, visto che la vostra visione della società è di ispirazione anarchica e comunista”.

-“Beh la nostra visione della società è più di stampo marxista, per certi versi anche anarchica. Per noi la società si deve basare sulla lotta di classe.
Qui in Andalusia la differenza di classe si nota molto, esistono ancora i grossi proprietari terrieri, esistono ancora i lavoratori giornalieri (jornaleros).
Ora ad esempio in questo periodo di crisi sappiamo che alcuni lavoratori giornalieri vanno a lavorare e sono sfruttati perché non hanno di cui mangiare.
Questo significa “lotta di classe”, significa che ci sono persone che sono messe veramente male.
C’ è una percentuale di disoccupati molto alta in Andalusia.
Noi siamo ci ispiriamo al marxismo e come puoi vedere anche qui, Gordillo ha appeso alle sue pareti molte fotografie del “Che”.
Molto di quello che succede qui è ispirato a lui.
A livello di politica internazionale abbiamo anche ottimi rapporti con Cuba, col Venezuela, con l’ Ecuador”.

-“Qualcuno mi ha parlato di “El Coronil”, il paese. Più o meno là c’ è il vostro stesso tipo di organizzazione?”

-“In questa zona di Siviglia il Sindacato ha altri progetti simili a quelli di Marinaleda. A Pedrera, che sta a 20 km da qui, Casariche, Gilena, Los Corrales, e Martin de la Jara. Questi sono i posti dove noi abbiamo influenza sui Municipi ed in alcuni di questi il SAT (Sindicato Andaluz de Trabajadores) è molto forte.
El Coronil è più vicina a Siviglia, credo che sia a circa 40 chilometri. Laggiù ha governato per molti anni Diego Cañamero, anche lui oggi è a Madrid con Juan Manuel, perché c’ è una marcia in sostegno del nostro compagno Andrés Bodalo che è stato ingiustamente incarcerato.
Diego Cañamero è stato il Segretario Generale del sindacato mentre oggi è Oscar Reina che è di Gilena.
Diciamo che a “El Coronil” esistono parecchie delle cose che abbiamo detto esserci qui a Marinaleda. Qui siamo soliti dire che Diego e Juan Manuel sono come fratelli; e così è!
I due progetti quindi non possono non essere molto simili.”.

-“Leggevo inoltre che non avete polizia!”.

-“No, niente polizia!”.

-“E per quanto riguarda i crimini?”.

-“Quelli che succedono, se vogliamo chiamarli crimini, sono cose di piccola gravità.
Ultimamente abbiamo avuto dei furti. Però cerchiamo sempre di risolverli convocando le famiglie interessate. E anche se è una cosa più grave per cui è stata fatta una denuncia, noi sempre diciamo che i guardiani di noi stessi siamo noi stessi.
Così adesso la “Guardia Civil”, come non ha represso troppo e non è stata dura con noi durante il periodo delle occupazioni e delle lotte, se ne sta fuori il più possibile”.

-“Molto interessante trovo anche il fatto che i cittadini partecipino in prima persona alle decisioni importanti per la comunità”.

-“Si, il Consiglio Comunale ha creato delle Assemblee Generali dove si incontrano dalle 400 alle 600 persone del luogo, 25 o 30 volte all’anno per dar voce alle loro preoccupazioni e votare sulle questioni all’ordine del giorno. Inoltre abbiamo un nostro modo di decidere le spese che devono essere sostenute. Lo chiamiamo “bilancio partecipativo” attraverso il quale, ogni anno, gli investimenti e le spese proposte dal Consiglio sono presentati negli spazi della comunità per essere discussi. In queste assemblee di una cosa non si parla mai, cioè del compenso del Sindaco e dei consiglieri, poiché nessuno di noi percepisce alcun compenso”.

-“C’ è questa cosa in Italia per cui, in certi ambienti, il vostro modo di vivere è quasi mitizzato.
Alcune persone un pensiero lo fanno davvero di lasciare tutto e venire ad abitare qui. Però immagino, anche da quello che tu mi hai detto, che sia un sistema un po’ chiuso!?
Chiunque può venire ad abitare a Marinaleda, iscriversi alla cooperativa per il lavoro e per l’ autocostruzione della casa?
Potremmo ritenerlo un sistema quasi perfetto. Ed un “corpo estraneo” esterno non potrebbe causare il collasso e l’ implosione del tutto?”.

-“Beh, un sistema quasi perfetto, non direi. Abbiamo e facciamo degli errori. Perché il progetto è fatto di persone e le persone sbagliano.
L’ errore tipico dell’ essere umano è di cercare l’ individualità più che la cooperazione.
Qualcuno dice che uno dei nostri errori sta nel fatto che è da troppi anni che governiamo e che dovremmo ritirarci.
Per quanto riguarda il fatto di trasferirsi, abbiamo molta gente che viene a visitare Marinaleda e a conoscere quanto accade qui.
Abbiamo molta gente che chiede di poter venire a lavorare a Marinaleda ed entrare a far parte del suo “sistema”.
Però è chiaro che anche noi, come tutti, stiamo attraversando un periodo di crisi.
“El Humoso” in passato ha dato lavoro a moltissima gente, però ora dobbiamo pensare prima alla gente di Marinaleda perché anche il governo sta attraversando parecchi problemi, a livello economico ed a livello legale.
Per essere autocostruttori, se si viene da fuori, è necessario prima vivere sul nostro territorio per un periodo minimo, che al momento attuale non ricordo ma mi sembra debba essere di due anni. Poi puoi entrare a far parte della cooperativa di autocostruzione.
La case che stiamo per terminare ora sono 26. Anche a causa della crisi il tempo impiegato per l’ autocostruzione nell’ ultimo periodo è aumentato, ed ora è di 3 anni.
Quindi questo significa che la lista di autocostruttori che abbiamo si allunga di conseguenza.
Ci sono delle priorità: chi è di Marinaleda, come chi ha figli piccoli ha la precedenza.
E’ chiaro…..se qualcuno vuole trasferirsi a Marinaleda lo può fare, noi non possiamo negare questo diritto a nessuno e non possiamo chiudere niente. Siamo però chiari. E’ molto difficile per chi viene da fuori accedere sia alla cooperativa di autocostruttori, sia riuscire ad avere un posto di lavoro al “El Humoso”.
Nel periodo in cui si aprono le campagne di coltivazione dei nostri prodotti, i posti di lavoro aumentano e viene gente da fuori per lavorare.
Però non lo possiamo fare con tutti perché la nostra è una piccola realtà e di conseguenza, perché sopravviva, il sistema deve essere rigido ed abbastanza chiuso.
L’ idea è grande, ma il progetto è piccolo.
Quello che noi diciamo è che questo nostro progetto può essere esportato in qualsiasi luogo, sia questo grande o piccolo.
La questione è che se un Municipio o Comune ritiene che costruire una casa debba essere alla portata di tutti, che differenza fa se questo Comune è qui o è a Madrid, o a Barcellona. Quello che non può esistere è che la gente per avere una casa debba spendere milioni. Questo poi non può esistere quando la gente non ha lavoro.
Questi sono i diritti fondamentali che un governo dovrebbe assicurare alla gente: lavoro e casa. E questo è possibile. Sia che sia un Comune piccolo o uno grande, perché dipende esclusivamente dalla volontà di chi governa, dal politico.
E’ anche per questo che Juan Manuel è da tanto tempo in politica. Per rendere questo possibile.
Egli non vive differentemente da molti qui a Marinaleda. Vive in una casa che si è autocostruito, Non percepisce, come tutti noi consiglieri, alcunché per il suo impegno politico. Lui è professore di storia e quando è qui in Comune, è al servizio della gente e di nessun altro”.

Juana mi ricorda il giuramento che ad ogni rielezione Juan Manuel Sánchez Gordillo ripete:
“Davanti alla legge prometto e mi riprometto di lottare con tutte le mie forze per sovvertire il sistema di produzione capitalistico. Quindi mi dichiaro ribelle alla dittatura del mercato, alle sue ricette ed ai suoi mandati. Mi impegno anche a combattere con tutte le mie forze per questa nazione senza sovranità che è l’ Andalusia. Mi impegno inoltre a dare voce a chi non partecipa al voto, in parlamento come per la strada. Viva l’ Andalusia libera!”

-“Tutti noi siamo il popolo di Marinaleda. Tutti noi siamo uguali.
Noi scelti per governare abbiamo sottoscritto questo giuramento che dice che saremo gli ultimi a beneficiare ma i primi a rinunciare.
Come dice sempre Juan Manuel, “Il miglior sindaco è il popolo”.

Dopo 40 minuti finiamo la nostra chiacchierata anche perché il municipio sta per chiudere. Juana mi chiede se voglio visitare El Humoso, la tenuta di 1200 ettari confiscata nel 1991 ed oggi sede della cooperativa. Sarebbe sicuramente interessante.
Per il giorno successivo mi dà appuntamento al municipio. Probabilmente Juan Manuel Gordillo, che al momento, come si è detto, è a Madrid per partecipare, insieme a Diego Canamero, ad una manifestazione in favore di un “compagno arrestato”, domani ci sarà.
Saluto e ringrazio Juana. Prima di congedarci le chiedo se conosce qualche posto dove io possa passare la notte. Chiama Ignacio. Vive con la figlia e il loro cane Perro ed affitta camere.
In una di queste soggiorna una ragazza polacca, che non avrò purtroppo il piacere di conoscere in quanto farà ritorno qui il prossimo sabato, impegnata a studiare il “fenomeno Marinaleda” per la sua tesi di dottorato in antropologia.
A quanto pare non sono l’ unico ad essere interessato a questo “strano paese”.
Ignacio mi dice che quanto sta facendo Gordillo è “Muy bueno para el pueblo”.
Una volta lasciato il bagaglio esco per le strade. È proprio vero!
Come avevo letto, niente pubblicità. Sembra che il paese sia rimasto indenne dal lavaggio del cervello di Coca Cola e compagnia a briscola, che ci ricordano sempre ed ovunque che non possiamo fare a meno di loro.
Passo per Calle Ernesto Che Guevara e per Plaza Salvador Allende arrivando all’ enorme “Parque Natural”, il parco cittadino pieno di fiori e piante, in cui c’ è addirittura un piccolo anfiteatro e zone dove sono installati attrezzi per fare attività fisica. Non posso fare a meno di notare, e la cosa un po’ ingenuamente mi stupisce, che sia la grandissima area verde che le strade, sono male tenute e più sporche di quanto pensassi, e che bottiglie vuote, carte e lattine si gettano in terra anche qui. Ma del resto Marinaleda non è, come dice Juana, un “sistema perfetto” e la stupidità umana può essere a volte incommensurabile.
Passo in rassegna i murales lungo la strada principale. Tra essi c’è anche una scritta “NO TAV” del gruppo di Torino risalente al 2013. Molti dei disegni inneggiano all’ antifascismo, all’ anticapitalismo ed esortano tra le altre cose a spegnere la TV ed accendere il cervello, ad unirsi, perché un mondo migliore è possibile e necessario.

Come si vive a Marinaleda?
“La cosa funziona!”, mi dice Antonio, proprietario del bar in cui entro per cercare di chiedere al “popolo”. “Del resto è anche l’unico sistema che conosciamo qui. La convivenza tra le persone non dipende dalla politica e dai politici”. Nell’attuale stato delle cose questo mi trova d’accordo a metà;
“Sono le persone che fanno la società.”
Pago le mie birre e il mio caffè e vado verso casa. Lì trovo Ana, ospite con me e con l’ antropologa a casa di Ignacio, a cui chiedo la stessa cosa: “Come si vive a Marinaleda?”. Lei non mi sa rispondere, è di Barcellona, qui solo di passaggio. Ma schietta mi dice: “Il comunismo, la storia lo ha dimostrato, non funziona! Gordillo continua su questa strada, beh, poco male!”
Sogno utopistico possibile o anacronismo? Non so rispondere!
Però a quanto pare “funziona”. E qui la gente da 37 anni ne sembra essere contenta.

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